Gradisca d’Isonzo

Gradisca d’Isonzo

Un salotto immerso nel verde, con una storia lunga nove secoli.

La cittadina, adagiata vicino all’Isonzo, è stata concepita dalla Serenissima come un accampamento militare nel quattrocento, realizzata per difendersi dall’avanzata turca. Il centro storico vede assi viari paralleli e strette calli intorno al Castello ed è protetto da una poderosa cinta muraria. Lungo le calli si incontrano edifici eleganti, “sottoporteghi” e botteghe artigianali.

La cinta muraria, alta venti metri, era munita di sette torri circolari d’avvistamento e due porte d’entrata e per la sua realizzazione fu interpellato Leonardo da Vinci. In quel periodo fu costruita la Casa dei Provveditori, residenza dei rappresentanti del governo veneto, oggi sede dell’Enoteca regionale “La Serenissima”.

Dello stesso periodo anche la chiesa della Beata Vergine Addolorata, costruita tra il 1481 e il 1498 per volere del Senato Veneto, ed il contiguo Palazzo Coassini.
 Dopo la Serenissima, nel 1511, fu Massimiliano I d’Asburgo a destituire i veneziani, dando inizio a una fase confusa culminata nelle Guerre Gradiscane. Dal 1717 il dominio del territorio tornò agli Asburgo.

Rinomata per i vini rossi, per la lavorazione e la commercializzazione della seta, Gradisca era diventata centro amministrativo ed economico: entro la fine del Seicento erano sorti tutti i palazzi nobiliari più importanti come Palazzo de’ Comelli-Stuckenfeld, seguito pochi decenni dopo da Casa de’ Brumatti, Casa Brumat, Casa Ciotti e Casa Spangher.

A pochi passi sorge la facciata di Palazzo Torriani, probabilmente l’unico esempio di architettura palladiana nel goriziano. Edificio tra i più rappresentativi di Gradisca, ospita il municipio, la Galleria d’arte contemporanea Spazzapan e il Museo civico.
 Sulla stessa via troviamo Palazzo Patuna sulla cui facciata sono murate le palle di cannone sparate da Napoleone durante l’assedio del 1797.

Quando l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo decise l’unione delle contee di Gorizia e Gradisca, la città della Fortezza aveva perso il proprio ruolo strategico e, nel 1863, quando si decise che Gradisca doveva aprirsi all’esterno delle mura, il piazzale detto della Spianata fu il centro di corse, giochi e spettacoli. Oggi è una piazza verde che funge da punto d’incontro per i cittadini.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, dal 1921, Gradisca entrò a far parte del Regno d’Italia, diventando un centro commerciale e culturale di grande importanza per l’isontino.

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Eventi:

Uffici IAT
Via Ciotti 49 _ 34072 Gradisca d’Isonzo t +39 0481 960624
Via Matteotti 26 _ 34071 Cormons t +39 0481 639334
Infopoint Gorizia
Corso Italia, 9 _ 34170 Gorizia t +39 0481 535764